Al Termine delle Olimpiadi di nuovo minacce contro la libertà religiosa in Cina

Con la chiusura delle Olimpiadi, si manifestano nuovi casi di abusi contro la libertà religiosa, in pieno contrasto con i tentativi delle autorità di offrire servizi religiosi per atleti e visitatori durante i Giochi. Alcuni responsabili cristiani sono stati messi a disposizione dalle autorità cinesi ed è stata pubblicata in 30.000 copie una versione bilingue della Bibbia (più 10.000 Nuovi Testamenti) per distribuirla nel villaggio olimpico agli atleti e alle chiese ufficiali durante l’imponente evento sportivo.Allo stesso tempo però, ufficiali delle forze dell’ordine hanno chiesto ai leader di comunità familiari a Beijing, di firmare un documento col quale si impegnavano a non svolgere nessuna funzione religiosa durante i Giochi (precisamente dal 15 luglio al 15 ottobre), pena precise “azioni disciplinari” (dall’espulsione dalla capitale agli arresti domiciliari e non), secondo quanto riporta una relazione pubblicata il 13 agosto dalla China Aid Association (CAA). Peggio ancora, la Cina ha previsto una serie di nuove misure restrittive contro quelli che vengono definiti “elementi problematici”, tra i quali sono incluse le comunità familiari, misure che verranno attuate ad ottobre quando ormai i riflettori dello spettacolo mediatico, sportivo e pubblicitario delle Olimpiadi saranno spenti.

Durante i Giochi molti provvedimenti restrittivi hanno impedito a sacerdoti di chiese non registrate di portare avanti le consuete funzioni. In Cina il governo permette la libertà di culto solo con personale e strutture registrate ufficialmente presso l’Amministrazione statale dell’ufficio Affari religiosi e controllate dall’Associazione patriottica. La stessa chiesa cattolica “non registrata” denuncia attraverso per esempio la Union of Catholic Asian News, restrizioni e pesanti pressioni nei confronti di preti e vescovi al fine di impedire loro il normale svolgimento delle attività di chiesa.

Come si diceva, il Partito Comunista Cinese lancerà a breve una serie di misure restrittive su scala nazionale contro quelli che vengono definiti “elementi socialmente instabili”, tra i quali figurano leader di congregazioni familiari (molto diffuse proprio a causa delle severe ingerenze del potere statale), attivisti per i diritti umani e dissidenti politici.
Inoltre il Beijing Municipal State Security Bureau ha anche iniziato una campagna informativa rivolta alla cittadinanza, richiedendo ai cittadini di denunciare individui od organizzazioni che minaccino la sicurezza nazionale, includendovi coloro che “sono coinvolti anche in attività religiose che mettano a rischio la sicurezza”. La pericolosità di misure come queste è evidente, perché esse si prestano a svariate interpretazioni che possono essere foriere solo di oscuri presagi, senza contare che possono innescare una caccia alle streghe difficilmente controllabile.

fonte articolo porte aperte italia

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