Archivi del mese: ottobre 2008

Somalia: uccidere coloro che portano aiuti umanitari è la nuova strategia del terrore

Somalia Esecuzione

Somalia Esecuzione

Ben 24 uomini impegnati come collaboratori per agenzie che forniscono aiuti umanitari in Somalia sono stati brutalmente uccisi da fondamentalisti islamici in questo 2008.  Una delle vittime era un ex-musulmano convertitosi al cristianesimo, al quale è toccata una punizione esemplare proprio per aver abbracciato ormai da 3 anni la fede cristiana. Di quanto vi raccontiamo esiste un villaggio intero di testimoni (Manyafulka, a 10 km da Baidoa) e addirittura un video, girato con un cellulare proprio dai carnefici.Mansuur Mohammed, di 25 anni d’età, un collaboratore del World Food Program (WFP), è stato catturato da un manipolo di estremisti islamici del gruppo di Shabab, i quali, con il volto rigorosamente coperto, hanno inscenato una sorta di processo sommario di fronte agli attoniti abitanti del villaggio di Manyafulka. Prima di mostrare alla gente la vittima, gli estremisti hanno affermato – secondo i racconti dei testimoni che Porte Aperte vi riporta – che stavano preparando un banchetto per loro quel giorno, facendo loro credere che avrebbero macellato una pecora o un altro animale per tale festa (usanza comune da quelle parti). Poi, invece, davanti ai loro occhi è apparso Mansuur Mohammed, legato e costretto a stare in ginocchio; uno degli estremisti ha letto con enfasi alcuni passi del Corano, mentre un altro accusava la vittima di essere un “murtid” (un infedele che si è convertito dall’Islam al Cristianesimo). Tra le crescenti grida inneggianti Allah del gruppo di estremisti, uno dei carnefici ha sguainato una spada somala, mentre un altro teneva la testa di Mohammed, il quale però appariva calmo, in pace, quasi distaccato. La decapitazione è avvenuta davanti agli sguardi inorriditi della gente del villaggio, mentre un estremista riprendeva la scena con un telefonino (il filmato poi è stato fatto girare, una sorta di monito terrificante).

Casi simili si registrano anche a Lower Juba, una provincia della Somalia, mentre moltissime famiglie di cristiani scappano cercando rifugio in Kenya, Etiopia e Djibouti.

La situazione in questo stato del corno d’Africa, dunque, è in costante peggioramento, con picchi di disumana violenza come quello appena descritto. Ma l’efferatezza degli omicidi non deve distogliere l’attenzione dalla lucidità del piano messo in azione negli ultimi tempi dagli estremisti islamici in Somalia, ovvero aggredire sistematicamente (oltre 100 gli attacchi avvenuti solo quest’anno) le organizzazioni che portano aiuti e viveri, in un paese in cui oltre 3.2 milioni di persone (circa un terzo della popolazione) sopravvive grazie ad essi. Destabilizzare, impaurire, minacciare, violentare e massacrare, questi gli elementi cardine dell’azione dei fondamentalisti islamici in quelle zone.

Fonte articolo porte aperte italia

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Mamma, perchè non festeggiamo Halloween?

halloween no grazie

halloween no grazie

Halloween! Sai la verità che c’è dietro aspetti importanti di questa festa, come il travestirsi e il chiedere “dolcetto-o-scherzetto” per le case? Se non lo sai, tu e i tuoi genitori dovete leggere questo libro. Mamma, perchè non festeggiamo Halloween? aiuta i bambini a capire perchè i cristiani non dovrebbero celebrare Halloween. Rivela, attraverso una storia, la verità dietro le attività che sono diventate una parte delle tradizioni di Halloween. I bambini che leggono questo libro, e poi ne parlano con i loro genitori, impareranno quanto il “divertimento” di Halloween possa danneggiarli. Impareranno anche cosa dire a coloro che non conoscono il vero significato di questa festa.

Per saperne di più su Halloween clicca qui

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India: la situazione resta critica, attacchi anche alle forze dell’ordine

India

India

Orissa, e in particolare il distretto di Kandhamal, continua a essere teatro di violenze contro i cristiani, in questa ondata di follia estremista indù che ha seminato morte e distruzione in vari stati dell’India. Porte Aperte vi mantiene informati su quanto sta accadendo in quelle zone. Oggi vi riportiamo la notizia di un soldato paramilitare assegnato proprio a difendere i cristiani rifugiati nei campi, ove fratelli e sorelle scampati al pogrom vivono in condizioni estreme, in baracche improvvisate, colpiti da epidemie di varie gravi malattie quali la malaria (è di ieri la notizia di vari decessi in rifugi improvvisati proprio per malattie infettive derivanti dall’impossibilità di avere un certo livello di igiene e acqua e cibo a sufficienza). 

Tornando al soldato della Central Reserve Police Force (CRPF), vi riportiamo il suo caso perché emblematico – e quindi non di certo perché sia l’unico omicidio commesso in questi giorni – rappresentativo cioè di un’ulteriore involuzione della situazione; diciamo questo in virtù del fatto che ora vengono attaccate – dopo gli scontri con la Polizia – anche le autorità che proteggono i cristiani, un segno forte di quanto la situazione sia fuori controllo e una risposta chiara alle dichiarazioni dei leader indù che chiedevano alle autorità addirittura di ritirare le forze paramilitari impiegate per proteggere i cristiani. Queste forze paramilitari, oltre ad essere una difesa (peraltro insufficiente a quanto pare) per i cristiani, si stanno impegnando assieme alla Polizia ad arrestare gli assassini per frenare l’ondata di violenza. Nel villaggio di Sisapanga, sempre nel distretto di Kandhamal, il soldato della CRPF stava svolgendo un compito di approvvigionamento per il campo rifugiati a cui era assegnato, quando è stato assalito, direttamente nella macchina dove viaggiava, da un gruppo di 6 o 7 uomini armati che l’hanno rapito e portato nella giungla, dove l’hanno letteralmente fatto a pezzi, secondo le dichiarazioni del sovraintendente capo della Polizia S. Praveen Kumar. 

Un’altra notizia che può far intuire meglio le condizioni di vita dei cristiani in queste zone dell’India è quella della suora rapita mesi fa nella sede di un’organizzazione non governativa a Kanjamendi quando la massiccia intensificazione degli attacchi era solo agli inizi. La giovane donna (29 anni), poi rilasciata, è tuttora ricoverata in ospedale per le violenze subite ed è in attesa del processo, dato che agli inizi di ottobre la Polizia ha arrestato 8 uomini, presunti responsabili del rapimento e dello stupro. Ebbene il 13 ottobre scorso 5.000 donne estremiste indù hanno inscenato una manifestazione a K. Nuagaon, chiedendo a gran voce che la suora vittima del rapimento sposasse il suo violentatore (uno o tutti, questo non è chiaro…) in rispetto delle tradizioni locali.

fonte articolo porte aperte italia

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Klaus Moller a Campogalliano Domenica 26 Ottobre 2008

Campogalliano Mappa discoteca La Montagnola

Campogalliano Mappa discoteca La Montagnola

 

Appuntamenti Di Preghiera

Domenica 26/10/2008 alle ore 16.00 presso la Discoteca La Montagnola di Campogalliano Via Garibaldi 57 Klaus Moller carismatico ed evangelista danese condividerà con noi la Parola di Dio e le sue esperienze di preghiera e risveglio cristiano. Praise & worship. Ingresso Gratuito

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Nigeria: le lettere di incoraggiamento consolano i cristiani nigeriani

Monte Zuma Nigeria

Monte Zuma Nigeria

Immaginate di essere una vedova che ha appena perso il marito, dei genitori che hanno appena perso il loro bambino, un credente rinchiuso in una cella buia e umida a causa della sua fede in Dio. Immaginate che all’apice dello scoraggiamento riceviate una lettera da uno sconosciuto che dice: “In questo momento di dolore non sei solo. Ora il tuo dolore è anche il mio. Sto pregando per te”. I credenti perseguitati in Nigeria hanno ricevuto 30.000 lettere e cartoline di incoraggiamento, oltre che dei meravigliosi lavoretti fatti da bambini di ogni parte del mondo. Di fatto queste lettere e cartoline sono state una fonte di incoraggiamento notevole per i cristiani di quelle zone così difficili; ricevendole, molti di loro non hanno potuto trattenere le lacrime, tanta era la commozione, altri invece sono rimasti letteralmente senza parole, incapaci di trovare il modo per esprimere la loro gratitudine.
Eccovi alcune loro testimonianze:

 

“Non riesco ancora a crederci. Persone che non mi conoscono, hanno speso del tempo per incoraggiarmi. Questa è la prima volta da quando ho perso mio marito e mio figlio che ricevo parole scritte di consolazione e conforto da parte di cari fratelli e sorelle. Sono grata a Dio per queste persone che si sono prese a cuore la mia situazione pregando per me. Ho ricevuto nuova forza da Dio come risultato del loro impegno di pregare per me, ho visto la Sua mano nella mia vita. Tutto ciò si unisce alle notti insonni dei fratelli che mi hanno aiutato a tornare al trono della Grazia: io li amo tutti. Io e la mia famiglia preghiamo per voi, affinché Dio risponda ai desideri del vostro cuore”. – Monika Luka

 

“Questo è esattamente quello che il Signore Gesù chiede di fare a noi credenti: di portare i pesi gli uni degli altri, di piangere con chi piange e di rallegrarsi con chi è allegro. Questo è ciò che quelle persone hanno fatto per noi. Per favore dite loro che le loro preghiere hanno trovato risposta nelle nostre vite. Abbiamo ricevuto conforto e siamo loro riconoscenti per le stupende lettere che ci hanno inviato. Gloria a Dio!” – Emmanuel Ugbaje, padre dello scomparso Henry Ugbaje

 

Queste sono solo alcune delle tantissime testimonianze dei credenti nigeriani, che rivelano l’importanza delle lettere inviate alla chiesa perseguitata e ci ricordano che il Corpo di Cristo è uno e che quindi siamo Uno in Cristo.

 

Vi segnaliamo che nel sito troverete il pacchetto informativo per la giornata internazionale di preghiera.

Non perdetevi inoltre l’intervista esclusiva a Fratello Andrea condotta da Èlia Xodo nell’ambito del programma “Per saperne di più” di radio crc.fm, che potrete scaricare direttamente dal sito web di crc.fm-circuito radio cristiane da mercoledì 29 ottobre 2008

Se volete conoscere l’avventurosa storia di fede di Fratello Andrea, fondatore di Porte Aperte, vi segnaliamo la serie di articoli monografici che trovate nel nostro sito, a partire dal primo: Fratello Andrea, l’uomo. L’infanzia e gli orrori della guerra

fonte articolo  www.porteaperteitalia.org

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Iraq: Lettera da un cristiano iracheno: qui ci uccidono per le strade

Iraq

Iraq

Ci arrivano notizie sempre più allarmanti da Mosul, città del nord dell’Iraq che abbiamo imparato a conoscere dopo la seconda guerra del Golfo del 2003. Terroristi islamici armati girano per le strade di questa città chiedendo alle persone che incontrano di mostrare loro la carta di identità.

In Iraq, nel documento di identità è segnalata anche la religione di appartenenza, ebbene se questi terroristi incappano in cristiani, li uccidono sul posto, con un colpo di arma da fuoco in testa.
Riceviamo continue conferme su questo vero e proprio genocidio in atto contro i cristiani dai nostri contatti in terra persiana; a corroborare questi fatti ci sono le stime sulla presenza cristiana a Mosul, scesa dai 200.000 di cinque anni fa ai 90.000 attuali. I credenti fuggono o vengono uccisi brutalmente in questi agguati privi di senso e pietà.

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Filippine: situazione instabile e pericolosa per i cristiani di Mindanao

Filippine carta geografica

Filippine carta geografica

 

I militanti islamici della seconda isola per grandezza delle Filippine, Mindanao, hanno aumentato l’intensità degli attacchi nei confronti della maggioranza cristiana nei vari villaggi dell’isola, dopo il fallimento degli accordi sull’ampliamento della regione autonoma musulmana. La regione (in totale sono 6 a Mindanao, con 25 province) è abitata da cristiani, oltre che da musulmani, ma quest’ultimi da tempo chiedono una maggiore indipendenza e una sorta di islamizzazione delle autorità, il che, per ovvie ragioni, spaventa molto la comunità cristiana. I leader del Moro Islamic Liberation Front (MILF) nel sud delle Filippine hanno fatto sapere che vi è la necessità di una maggiore attenzione da parte della comunità internazionale su questo tema, perché il tutto potrebbe sfociare in una terribile escalation di violenze, un appello che suona più come una minaccia. Di fatto, quest’estate, esponenti e sostenitori del MILF hanno dato luogo a brutali attacchi contro le comunità cristiane di varie cittadine. Solo nelle città delle province di North Cotabato e Lanao del Norte, i militanti di questo gruppo fondamentalista hanno ucciso 37 persone, dato alle fiamme molti edifici e costretto alla fuga più di 44.000 persone. Il numero degli sfollati totali in tutta l’isola sembra superare i 159.000, anche se le stime sono difficili.

 

Una fonte locale, che preferisce rimanere anonima, fa sapere: “Il problema è che molte persone che vivono in queste aree, non vogliono finire a far parte di una regione autonoma musulmana. Di fatto, più ci si avvicina a quelle zone, più aumenta il nervosismo e la paura delle persone”. Per esempio, “la città di Kolambugan, dove hanno avuto luogo terribili scontri verso la metà di agosto, è diventata una città fantasma. Contava circa 25.000 abitanti. Solo ora, ma molto lentamente, la gente sta ritornando alle loro case”. Una famiglia cristiana della zona fa sapere che molti fratelli hanno il terrore di andare a dormire la sera, perché hanno saputo che potrebbero ricominciare gli attacchi proprio nel cuore della notte. Un membro del Moro Youth League, in un’intervista per un canale televisivo nazionale, ha dichiarato: “Come musulmano, per vivere seguendo la giusta via, devi vivere sotto la legge islamica della sharia e con un governo islamico. Noi crediamo di avere il diritto di combattere per questo”.

 fonte articolo porte aperte italia 

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