Maldive: cambia il governo e il futuro sembra più roseo

Isole Maldive

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Colpo di scena nelle prime elezioni libere delle Maldive: vince il candidato di opposizione del Maldivian Democratic Party (MDP), Mohamed Nasheed (Anni), 41 anni, leader del movimento democratico, un cambio ai vertici che prevede un’ondata di novità in questa piccola ma famosa repubblica islamica. Nella World Watch List di Porte Aperte (l’elenco dei paesi in cui i cristiani sono perseguitati), il paradiso dei vacanzieri figura addirittura al quarto posto, dopo Nord Corea, Arabia Saudita e Iran, una realtà praticamente sconosciuta ai milioni di italiani che lo scelgono come meta per le proprie ferie o lune di miele  A sorpresa, il candidato di opposizione Mohamed Nasheed, imprigionato più volte durante manifestazioni anti governative, ha avuto la meglio sul presidente uscente, Maumoon Abdul Gayoom, 71 anni, a capo dell’arcipelago dal 1978. Il Capo della Commissione Elettorale, Mohamed Ibrahim, stamattina alle 9 ora locale ha annunciato la vittoria di Nasheed, che ha ottenuto 179.343 voti, corrispondenti ad una maggioranza del 54,21%, contro il 45,79% di voti ottenuti da Gayoom” secondo un dispaccio Ansa. “Il nuovo presidente, che dovrebbe insediarsi il prossimo 11 novembre, ha dichiarato che la sua vittoria dimostra che il popolo delle Maldive ha finalmente deciso di riappropriarsi del proprio futuro”, queste le affermazioni di Nasheed, che speriamo essere un presidente aperto anche dal punto di vista religioso e non solo economico. E’ proprio per questo che attendiamo con ansia le prime mosse del nuovo presidente, il quale, confidiamo, riconoscerà i diritti dovuti ai cristiani, fino ad ora perseguitati nel silenzio più totale degli organi di stampa, da un governo – quello dell’autoeletto Gayoom (per sei volte era l’unico candidato votabile…) – che oltre ad essere corrotto e dittatoriale, si è dimostrato assolutamente inetto da un punto di vista sociale e non solo. Fino ad oggi, le Maldive sono state un paese rigidamente islamico (vige infatti la legge islamica della sharia) e dove i non musulmani non possono essere cittadini.

Queste elezioni, di fatto, rappresentano il punto di arrivo di un lungo processo di riforme iniziato nel 2004 a seguito della pressione della comunità internazionale e di una serie di proteste di piazza, riforme nella maggior parte dei casi di facciata e negli altri obbligate proprio dalle pressioni internazionali e da un potere dittatoriale ormai in declino.


fonte articolo porte aperte italia

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