India: tra attentati e follia omicida, i cristiani temono il Natale

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Fonte articolo www.porteaperteitalia.org

Mentre l’opinione pubblica internazionale si interroga sulla serie di attentati a Mumbai, le relazioni tra India e Pakistan si inaspriscono e nuove bombe vengono scoperte dalle forze dell’ordine indiane nella stazione centrale della capitale, i cristiani in quella che veniva definita la democrazia più grande del mondo tremano all’avvicinarsi delle feste natalizie, convinti che le forze estremiste indù stiano preparando un’altra ondata di violenze a loro danno.In effetti, le paure sono del tutto motivate, non solo perché davvero poco è stato fatto per garantire sicurezza ai cristiani indiani, ma anche perché gli estremisti indù del Sangh Parivar stanno muovendo le loro pedine per trovare un buon pretesto per scatenare nuovamente la follia omicida.

A tale conclusione si arriva a causa di alcune pessime notizie che arrivano dalle fonti locali di Porte Aperte. Gli estremisti indù hanno fatto espressa richiesta di decretare per le feste natalizie il cosiddetto bandh, che è una sorta di sciopero generale di gran parte della società indiana, intimando alla gente di starsene chiusi in casa e di non andare a lavorare. I cristiani (e non solo loro, ma anche le autorità) temono che il bandh in realtà sia solo un pretesto per attaccare chiunque festeggi pubblicamente la nascita di Cristo.  Secondo quanto scritto dal giornale Outlook India, la potente organizzazione induista Sangh Parivar starebbe facendo pressione sulle autorità per accettare l’imposizione del bandh, anche se questa forma di protesta è stata dichiarata illegale dalla Corte Suprema Indiana nel 1998. Il presidente della Laxmanananda Saraswati Condolence Society (una specie di organizzazione che commemora il defunto leader estremista indù) ha minacciato apertamente le autorità dello stato di Orissa dicendo loro che il bandh si farà se non verranno arrestati i colpevoli dell’assassinio del leader Saraswati: il dramma è che le indagini della Polizia hanno chiarito che a eseguire l’attentato è stato il movimento maoista, il quale peraltro ha apertamente rivendicato l’assassinio, ma gli estremisti indù non sembrano interessati alla verità, sembrano piuttosto cercare un pretesto per annientare i cristiani.

A tutto questo va aggiunto il fatto che nelle ultime due settimane nel distretto di Kandhamal (sempre nello stato di Orissa) sono stati accertati altri omicidi di cristiani: la violenza continua, i profughi rimangono, l’emergenza non cessa, con in più il terrore delle feste natalizie che si avvicinano, decisamente in India “il conflitto è reale”!

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