Kyrgyzstan e Kazakhstan: in arrivo nuove leggi che limitano la libertà religiosa

presidente kyrgyzstan
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Le autorità del Kyrgyzstan e del Kazakhstan sono preoccupate per la crescente influenza dei gruppi di fondamentalisti islamici nella regione dell’Asia Centrale. Una nuova normativa è stata formulata al fine di prevenire i potenziali attriti e conflitti tra gruppi religiosi. In Kyrgyzstan una revisione della legge sulla libertà religiosa è stata adottata dal Parlamento il 6 novembre e attende la firma del Presidente Kurmanbek Bakiev (il quale peraltro ha la possibilità di rimandarla al Parlamento senza la firma – è l’uomo nella foto qui a fianco).Anche nel vicino Kazakhstan, il Parlamento ha adottato un emendamento alla legge sulla libertà religiosa lo scorso 26 novembre e attende la firma del Presidente Nursultan Nazarbaev (il quale può anche rimettere la normativa al giudizio della Corte Costituzionale). 
L’approvazione di queste leggi potrebbe creare molti ostacoli alle libertà dei cristiani di questi due paesi, sia per quanto riguarda la possibilità di professare liberamente la loro fede, che l’opportunità di evangelizzare i concittadini. Se da un punto di vista politico la preoccupazione dei governanti è condivisibile, poiché di fatto la presenza di fondamentalisti islamici destabilizza le amministrazioni locali e nazionali, da un punto di vista dell’efficacia dell’intervento ci sembra che queste leggi NON vadano nella direzione giusta, poiché la storia del terrorismo di matrice islamica degli ultimi decenni insegna che il vero movente degli scontri e delle violenze rimane la conquista del potere.

Il Kyrgyzstan è uno stato dell’Asia Centrale (confinante con Cina, Kazakhstan, Uzbekistan e Tajikistan), ex Repubblica federata dell’Unione Sovietica sin dal 1936, poi divenuta indipendente dal 1991. La sua superficie è di 198.500 km², la popolazione ammonta a 4.753.000 abitanti, quindi è 10 volte più grande del Veneto, pur avendo un numero di abitanti leggermente inferiore rispetto a questa regione italiana. Divenuto indipendente dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, il Kyrgyzstan si è dato leggi tendenzialmente più democratiche, anche dal punto di vista delle libertà religiose, tanto che il numero di cristiani e di chiese è cresciuto molto tra i Kyrgyz; ora però sembra che le autorità stiano chiedendo ai cristiani di ridurre ogni attività di evangelizzazione, proprio per paura della crescente influenza di gruppi estremisti islamici come il Hizb ut Tahrir (questa sorta di partito trasversale mira a unificare le nazioni islamiche in un unico stato o in una confederazione di stati, retti naturalmente dalla legge islamica). La legge che giace sulla scrivania del Presidente Bakiev contiene norme che destano la preoccupazione delle comunità cristiane di quel paese: la proibizione di includere i bambini in organizzazioni religiose; la proibizione di azioni “aggressive” (termine la cui accezione andrebbe spiegata nel dettaglio per evitare che ogni azione sia ritenuta aggressiva) finalizzate al proselitismo; la proibizione di distribuzione di letteratura religiosa, ma anche di video, audio, riviste, qualsiasi materiale religioso in luoghi pubblici, tra cui anche il mailing a casa, nelle scuole, nei parchi, ecc…; nuovi oneri di carattere burocratico per le organizzazioni religiose che dovranno essere registrate e approvate nuovamente.

Il Kazakhstan è un grande stato a cavallo tra l’Asia e l’Europa (confinante con Russia, Cina e altri paesi dell’Asia Centrale, tra cui il succitato Kyrgyzstan), anch’esso era un’ex Repubblica federata dell’Unione Sovietica, indipendente dal 1991.  Grande circa 9 volte l’Italia, ma con una popolazione di quasi 4 volte inferiore rispetto al Belpaese, il Kazakhstan, come si diceva, sta vivendo delle stesse paure del Kyrgyzstan. La legge che il Presidente Nazarbaev è chiamato a firmare prevede tra l’altro: la registrazione di tutte le attività religiose; nessuno potrà condividere il proprio credo con qualcuno senza un’autorizzazione scritta di un’associazione religiosa registrata e approvata dallo stato e una personale certificazione rilasciata dalle autorità competenti che lo identifichi come missionario; le attività dei piccoli gruppi religiosi potranno svolgersi solo all’interno dei gruppi, non dovranno mai coinvolgere persone esterne; tutta la letteratura religiosa importata dovrà essere approvata dallo stato; ogni attività che coinvolga la sfera religiosa dovrà essere analizzata dalle autorità, pena la chiusura; infine, ogni comunità religiosa dovrà essere registratanuovamente
Ribadiamo che queste leggi riguardano milioni di cristiani e destano preoccupazione perché sembrano l’inizio di un periodo di forti restrizioni della libertà; ciò che preoccupa gli osservatori internazionali è soprattutto il fatto che queste misure non sembrano avere nessun effetto sulle comunità di fondamentalisti islamici, mentre di fatto ostacolano molto chi, come i cristiani, cercano di muoversi nel rispetto della legge.

 

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