Indonesia: anni turbolenti e difficili per i cristiani

Indonesia chiesa distrutta

Indonesia chiesa distrutta

fonte articolo www.porteaperteitalia.org

Molte chiese in Indonesia sono state occupatissime in questo periodo con le funzioni relative alle festività; ma esiste anche un’altra realtà ed è quella delle chiese che hanno subito persecuzioni di varia natura e che quindi sono state chiuse o addirittura abbattute a causa di un crescente estremismo islamico nel più popoloso paese a maggioranza musulmana del mondo. E’ questo il caso della Chiesa Battista di Bekasi…E’ questo il caso della Chiesa Battista di Bekasi (Java Ovest), la quale il 21 novembre si è vista recapitare una richiesta ufficiale di cessazione di tutte le attività religiose e di ripristino della funzione commerciale precedente del locale adibito a chiesa, una doccia fredda per il leader della missione, Bagus Widyatmo. Ma come questa chiesa, altre 30 nel 2008 hanno avuto problemi simili, dalla revoca dei permessi alla chiusura forzata o, addirittura, alla demolizione coatta.

Una decade turbolenta
La chiusura delle chiese è spesso istigata dai fondamentalisti islamici della zona e portata a termine da compiacenti amministrazioni locali. Nei 63 anni di indipendenza di questa grande nazione che conta più di 238 milioni di abitanti, sono stati registrati almeno 1.140 incidenti a danni delle comunità Protestanti o Cattoliche, tuttavia il 60% di essi si sono verificati negli ultimi 10 anni, segno evidente dell’intensificarsi dell’intolleranza nei confronti dei cristiani.  Secondo il Presidente del Jakarta Christian Communication Forum, Theophilus Bela, da un punto di vista sociale l’ordine era più o meno mantenuto dal precedente presidente indonesiano, il discusso Haji Mohammad Suharto. Indubbiamente il presidente Suharto fu un dittatore che sfruttò il paese per i propri interessi, peraltro arricchendosi enormemente, ma durante la sua dittatura l’Indonesia visse una crescita economica notevole, poi, però, praticamente vanificata dalla crisi del 1997. L’ordine veniva mantenuto con l’uso estremo dell’esercito, un metodo pieno di contraddizioni e violenze insensate, con migliaia e migliaia di oppositori politici uccisi. Dopo la caduta di Suharto, la sicurezza interna ne ha inevitabilmente sofferto, come quasi sempre avviene quando cade un dittatore. Spesso di fronte agli incidenti contro i cristiani, le forze dell’ordine sono state a guardare. Dal 1998 al 2008, il fondamentalismo islamico è cresciuto in maniera notevole. “Le incertezze politico-sociali, le turbolenze economiche, la debolezza dello stato e la mancanza di ordine hanno causato la crescita del radicalismo islamico” afferma il Direttore dell’International Centre for Islam and Pluralism, Syafi’i Anwar. Di conseguenza, gli episodi di intolleranza nei confronti dei cristiani sono aumentati, specie nei confronti delle chiese prive di permesso.

Il permesso di culto per una chiesa: spesso una chimera
Per ottenere un permesso, una congregazione deve avere almeno 90 membri, più l’approvazione di almeno 60 vicini di fede diversa (visto che il paese è a stragrande maggioranza islamica, si tratta di vicini musulmani), un permesso dalle autorità locali e una raccomandazione da parte del FKUB, il locale comitato interfede. Se anche si riesce ad avere in mano tutti questi requisiti, la richiesta di permesso cozza contro l’indolenza governativa e la dilagante corruzione nelle amministrazioni, un ostacolo spesso insormontabile. Ci sono casi come quello della Chiesa Protestante di Batak, che pur avendo i requisiti sono costretti a spostare continuamente il luogo di culto, che viene sistematicamente chiuso per mancanza del permesso. In un caso a questa chiesa mancava la raccomandazione del FKUB semplicemente perché il FKUB stesso nella regione non aveva fondi per avere un ufficio e senza ufficio non poteva esistere e, quindi, non poteva emettere l’eventuale raccomandazione: un paradosso che offre un quadro preciso della situazione.
Solo tra il 1999 e il 2002, ben 200 chiese sono state rase al suolo nell’onda di intolleranza religiosa esplosa ad Ambon e Poso. Solo negli ultimi incidenti del 2008, circa 1.000 persone sono rimaste senza casa e 4 chiese sono state distrutte a Maluku, un villaggio a maggioranza cristiana attaccato da bande armate di integralisti islamici (l’ultimo attacco è avvenuto il 9 dicembre scorso, nella foto potete vedere i resti di una chiesa).

C’è chi come il succitato Presidente del Jakarta Christian Communication Forum, Theophilus Bela, spera che il 2009 sia un anno migliore, in virtù della migliore situazione economica del paese, ma altri, vista la crisi globale e la crescita planetaria del fondamentalismo islamico, non sono così positivi nelle loro previsioni.

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