Israele-Palestina: a Gaza emergenza umanitaria, anche per i cristiani – Dossier

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Mentre scriviamo, proprio in questo momento, sono in corso scontri a fuoco tra l’esercito israeliano e le milizie di Hamas a Gaza City, città principale della tristemente famosa Striscia di Gaza. In nessun modo in questo breve articolo entreremo nella questione politico-militare, nelle ragioni del conflitto e tanto meno cercheremo di dare un giudizio su quanto sta accadendo ormai da anni, l’unica cosa che ci permettiamo di dire è che ogni semplificazione della realtà, ogni approssimazione può allontanarci tutti e di molto dalla verità.La Striscia di Gaza è un territorio confinante con Israele ed Egitto, nei pressi della città di Gaza, che si presenta come una regione costiera di 360 km² di superficie, abitata da circa 1.400.000 abitanti di etnia arabo palestinese, quindi con un’altissima densità di popolazione (tra le più alte al mondo). A livello internazionale non è riconosciuta come parte di un paese sovrano. L’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) la considera parte integrante dei territori palestinesi, anche se il controllo effettivo della zona è nelle mani di Hamas, partito vincitore delle elezioni del 2007 e protagonista di una violenta campagna per prendere materialmente il potere nella Striscia.
Israele ha governato la Striscia di Gaza dal 1967 al 2005 e ne mantiene un controllo dello spazio aereo, delle acque territoriali e dell’accesso marittimo (oltre che del lato israeliano della barriera tra Israele e la Striscia). L’Egitto, che ha governato la Striscia di Gaza tra il 1948 e il 1967, ne controlla invece la frontiera meridionale. Da quando il governo israeliano il 14 agosto 2005 ha disposto l’evacuazione della popolazione israeliana dalla Striscia e lo smantellamento delle colonie che vi erano state costruite (il cosiddetto piano di disimpegno unilaterale israeliano), ne sono successe di cose: dagli scontri tra i militari e i coloni israeliani che non volevano evacuare al passaggio dei territori nelle mani dei palestinesi, dagli atti di distruzione da parte dei palestinesi su sinagoghe e infrastrutture lasciate dagli israeliani alla vittoria di Hamas alle elezioni, dagli scontri tra Hamas e al-Fath (il partito del presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese) alla nuova fase del conflitto tra Hamas e Israele, dai lanci di missili Qassam e i colpi di mortaio contro installazioni e città israeliane all’embargo israeliano verso la Striscia con annesse missioni di guerra e cosiddetti assassinii mirati contro esponenti palestinesi.
Oggi, la situazione è estremamente grave.
Il 19 dicembre scorso sono ripresi i lanci di razzi da parte di Hamas contro Israele; le motivazioni addotte si riferiscono soprattutto alla grave situazione umanitaria interna provocata, a dire dei leader di Hamas, dall’embargo israeliano ai danni della Striscia (c’è da dire che cibo e aiuti umanitari potevano passare). A fronte di questi nuovi attacchi di Hamas, il 27 dicembre 2008 i vertici politici israeliani hanno lanciato l’operazione “Piombo fuso” contro la Striscia, con bombardamenti aerei su vasta scala; poi, la notte del 3 gennaio 2009 è iniziata l’invasione di terra da parte dell’esercito israeliano. Oggi, il bilancio dei morti e dei feriti aumenta col passare delle ore, mentre si combatte per le strade di questa martoriata zona del pianeta.

 “I bambini si svegliano all’improvviso nel cuore della notte piangendo o gridando dalla paura… sono traumatizzati da ciò che accade a Gaza. Hanno visto corpi abbandonati ai lati delle strade o nei cortili di casa. Ora, sta succedendo tutto di nuovo” ci ha confessato un leader di una chiesa di Gaza. “Il rumore delle bombe è terrificante, qualcuno lo chiama “la grande voce”, perché è profondo e incessante. Continua senza sosta e non puoi mai sapere quale edificio colpirà la prossima volta” ribadisce con angoscia. “Molti a Gaza non hanno idea di quello che sta accadendo. Spesso manca l’energia elettrica, quindi non hanno radio, televisione o internet. La gente è costretta a chiamare gli amici o la famiglia che vivono fuori Gaza per essere aggiornati sulla situazione e gli sviluppi a Gaza stessa!
La moglie di un pastore ci racconta che la chiesa battista di Gaza è stata danneggiata quando la vicina stazione di polizia è stata bombardata dagli israeliani, un attacco in cui sono morte 40 persone; nessun membro della chiesa, però, è stato ferito in questo bombardamento.

fonte articolo www.porteaperteitalia.org

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