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Eritrea: un altro cristiano eritreo morto in carcere

Eritrea container

Eritrea container

Il famigerato campo militare Wi’a in Eritrea ha tolto la vita a un altro cristiano eritreo. A giugno di quest’anno Azib Simon (37 anni), cristiana evangelica in prigione per la sua fede in Dio, è morta dopo aver contratto la malaria in carcere e ora, per la stessa malattia e soprattutto a causa della mancanza di cure mediche, è morto anche Teklesenbet Gebreab Kiflom (36 anni). Kiflom era membro della Chiesa del Pieno Vangelo ed è stato arrestato un anno fa mentre partecipava a una riunione di preghiera.Secondo fonti locali è stato duramente maltrattato durante la sua prigionia. Non si conosce la data esatta della sua morte, si sa che è stato sepolto in gran segreto in qualche posto non definito a Wi’a. Per quanto si sa, Kiflom è figlio unico e lascia una madre di 88 anni.
La notizia della sua morte è arrivata assieme all’informazione che decine di cristiani eritrei sono stati arrestati. Una settimana fa sono stati catturati 65 evangelici, fra cui 14 donne, probabilmente denunciati da informatori del governo. Uno dopo l’altro sono stati presi dalle loro case o dai loro posti di lavoro e in seguito deportati. Secondo fonti locali, saranno trasferiti in un nuovo campo militare chiamato Mitire, nel nord-est dell’Eritrea.

Mitire è un vero e proprio campo di concentramento militare, costruito dal governo eritreo specificatamente per i “prigionieri religiosi”. Oltre 100 cristiani, detenuti per la loro fede in campi diversi, sarebbero già stati trasferiti a Mitire. Il luogo è famoso per il caldo estremo durante tutto l’anno.
L’Eritrea perseguita i cristiani sin dal maggio 2002: solo la Chiesa Ortodossa Eritrea, la Chiesa cattolica e la Chiesa luterana sono ancora permesse. Almeno 2.000 cristiani eritrei si trovano rinchiusi senza un’accusa ufficiale in prigioni locali o in campi militari come quello di Mitire. Alcuni sono stati rinchiusi in carceri sotterranei o in container con l’obiettivo di costringerli a rinnegare la loro fede. Porte Aperte è impegnata da anni nel denunciare questa situazione insostenibile nel corno d’Africa.

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Chiapas (Messico): Massacrata una famiglia di evangelici

Chiapas - Mexico San Cristobal de Las Casas

Chiapas - Mexico San Cristobal de Las Casas

Quando la figlia undicenne di Antonio Gomez iniziò a lamentarsi per i dolori addominali, il padre ne attribuì la causa alla “stregoneria” del suo vicino evangelico.

Gomez, del villaggio di Jolitontic, municipalità di Chalchihuitan, stato federale del Chiapas, ha riunito sette uomini per assassinare la famiglia del presunto colpevole. Secondo l’accusa dopo la mezzanotte del 23 agosto hanno assassinato i genitori e il figlio maggiore e ferito a colpi di machete sei bambini.

Secondo il procuratore della Giustizia Indio Mariano Lopez Perez i vicini consideravano il padre della famiglia assalita, Pedro Gomez Diaz come “un evangelico molto impegnato a pregare” e la sua famiglia non era dedita a pratiche esoteriche.

Il quotidiano Cuarto Poder, con sede a Tuxtla Gutierrez riferisce che gli otto uomini accusati del massacro della famiglia di Jolitontic sono detenuti nella prigione di San Cristobal de las Casas, in attesa di giudizio.

fonte articolo porte aperte italia

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Jakarta(Indonesia) – Violenze contro gli studenti di un college cristiano

Jakarta - Indonesia

Jakarta - Indonesia

Per la seconda notte consecutiva circa 580 studenti della Arastamar Evangelical School of Theology (SETIA) ad East Jakarta hanno dormito nella lobby del Parlamento indonesiano, a causa delle violente manifestazioni contro la loro scuola. Incitati dagli altoparlanti della vicina moschea a “far sloggiare gli indesiderati vicini”, centinaia di manifestanti al grido “Allahu-Akbar (Allah è il più grande)” hanno attaccato brandendo machete e bastoni i 1.400 studenti e lo staff della scuola evangelica teologica, costringendoli ad evacuare durante l’ultimo fine settimana di luglio.Oltre agli studenti riparatisi nell’edificio del Parlamento, centinaia di altri ragazzi sono stati evacuati in altre aree o hanno ricevuto cure mediche per le ferite riportate negli scontri. Le violenze hanno avuto luogo nonostante gli sforzi di 400 poliziotti intervenuti dopo le tensioni del venerdì precedente. Gli studenti e lo staff della scuola hanno chiesto protezione ai rappresentanti del governo, in particolare a quelli del Prosperous Peace Party (PDS, un partito cristiano capeggiato da Karol Daniel Kadang), ricevendo rassicurazioni in merito e la promessa di contattare il National Police Department per far pervenire al comando centrale la viva protesta contro l’inefficacia del servizio protettivo svolto dalla polizia presente durante le violenze (violenze che hanno causato circa 9.300 dollari di danni, una cifra ingente in quelle zone). Le bande di estremisti islamici, armate di spranghe, machete e bombe incendiarie, hanno attaccato due dormitori maschili ed uno femminile, aggredendo e picchiando gli studenti e appiccando incendi negli edifici per creare il maggior danno possibile. Il motivo di queste violenze è “semplice” secondo le informazioni raccolte in loco: “La presenza di un college cristiano disturba i musulmani della zona…”

fonte articolo – porte aperte italia

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