Archivi tag: governo

India: in Karnataka si pianifica una legge anti-conversione

India - bimbo che prega

India - bimbo che prega

Fonte articolo www.porteaperteitalia.org

Esponenti del governo indiano in sedi internazionali hanno espresso un senso di vergogna e disapprovazione per quanto è successo (e succede) in Orissa e in altre zone, dove i cristiani vengono perseguitati dagli estremisti indù, con feroci attacchi di cui vi abbiamo più volte raccontato. Ma la situazione è intricata, notizie contrastanti ci giungono da quelle zone, alcune più preoccupanti di altre. Il governo nazionalista indù di Karnataka, area dove si è registrato il secondo più alto picco di violenze contro i cristiani l’anno scorso, sta pianificando di introdurre una legge “anti-conversione” dello stesso tipo di quella che in altri stati indiani ha fomentato gli attacchi contro i cristiani stessi.Questo tipo di leggi sono varate per evitare le “conversioni forzate e/o fraudolente”, ma vengono regolarmente mal interpretate (in primis dagli integralisti indù), portando a ritenere fuori legge tutte le conversioni in generale. Ciò di fatto rende illegale l’evangelizzazione di ogni tipo ed in più offre pretesti e giustificazioni agli estremisti che denunciano, attaccano, violentano e uccidono i cristiani accusandoli di violare proprio queste leggi: come si diceva, è palesemente un pretesto per perpetrare violenze, ma proprio per questo tali leggi preoccupano molto la comunità cristiana indiana e internazionale.

La costituzione indiana sancisce la libertà di religione, eppure il Ministro della Legge, Giustizia e Diritti Umani dello stato di Karnataka, S. Suresh Kumar, il 22 febbraio scorso ha dichiarato in una pubblicazione estremista indù che il partito di governo Bharatiya Janata “ha elaborato una legge anti-conversione, per evitare che induisti innocenti si convertano ad altre religioni”. Gli attivisti per i diritti umani fanno sapere che tali leggi favoriscono violenze e, soprattutto, arresti e incarceramenti illegittimi, creando immani tensioni sociali. Il dott. Sajan K. George, presidente nazionale del Consiglio Globale dei Cristiani dello stato di Karnataka, si è detto angosciato dalla prospettiva dell’introduzione di una legge di quel tipo, perché cosciente delle disastrose conseguenze che ne deriveranno. Il governo, secondo Sajan K. George, è “fiacco”, estremamente morbido nei confronti degli integralisti indù e delle violenze da essi perpetrate e il motivo, a detta degli osservatori internazionali, sembrano essere le prossime elezioni, che spingerebbero i governanti a non esporsi con interventi di aiuto alle minoranze (leggasi cristiani) che potrebbero far perdere consensi (leggasi voti).
Sajan K. George conclude la sua dichiarazione, dicendo che negli oltre 2000 anni in cui il Cristianesimo esiste in India, non si era mai verificata una tale e violenta persecuzione ai danni dei cristiani in questo grande paese.

Lascia un commento

Archiviato in Cronaca dal mondo, cultura

Maldive: cambia il governo e il futuro sembra più roseo

Isole Maldive

Isole Maldive

Colpo di scena nelle prime elezioni libere delle Maldive: vince il candidato di opposizione del Maldivian Democratic Party (MDP), Mohamed Nasheed (Anni), 41 anni, leader del movimento democratico, un cambio ai vertici che prevede un’ondata di novità in questa piccola ma famosa repubblica islamica. Nella World Watch List di Porte Aperte (l’elenco dei paesi in cui i cristiani sono perseguitati), il paradiso dei vacanzieri figura addirittura al quarto posto, dopo Nord Corea, Arabia Saudita e Iran, una realtà praticamente sconosciuta ai milioni di italiani che lo scelgono come meta per le proprie ferie o lune di miele  A sorpresa, il candidato di opposizione Mohamed Nasheed, imprigionato più volte durante manifestazioni anti governative, ha avuto la meglio sul presidente uscente, Maumoon Abdul Gayoom, 71 anni, a capo dell’arcipelago dal 1978. Il Capo della Commissione Elettorale, Mohamed Ibrahim, stamattina alle 9 ora locale ha annunciato la vittoria di Nasheed, che ha ottenuto 179.343 voti, corrispondenti ad una maggioranza del 54,21%, contro il 45,79% di voti ottenuti da Gayoom” secondo un dispaccio Ansa. “Il nuovo presidente, che dovrebbe insediarsi il prossimo 11 novembre, ha dichiarato che la sua vittoria dimostra che il popolo delle Maldive ha finalmente deciso di riappropriarsi del proprio futuro”, queste le affermazioni di Nasheed, che speriamo essere un presidente aperto anche dal punto di vista religioso e non solo economico. E’ proprio per questo che attendiamo con ansia le prime mosse del nuovo presidente, il quale, confidiamo, riconoscerà i diritti dovuti ai cristiani, fino ad ora perseguitati nel silenzio più totale degli organi di stampa, da un governo – quello dell’autoeletto Gayoom (per sei volte era l’unico candidato votabile…) – che oltre ad essere corrotto e dittatoriale, si è dimostrato assolutamente inetto da un punto di vista sociale e non solo. Fino ad oggi, le Maldive sono state un paese rigidamente islamico (vige infatti la legge islamica della sharia) e dove i non musulmani non possono essere cittadini.

Queste elezioni, di fatto, rappresentano il punto di arrivo di un lungo processo di riforme iniziato nel 2004 a seguito della pressione della comunità internazionale e di una serie di proteste di piazza, riforme nella maggior parte dei casi di facciata e negli altri obbligate proprio dalle pressioni internazionali e da un potere dittatoriale ormai in declino.


fonte articolo porte aperte italia

Lascia un commento

Archiviato in cultura

Algeria: il procuratore chiede 2 anni di prigione per musulmani convertiti al cristianesimo

Il 27 maggio scorso, il procuratore di uno Stato dell’Algeria ha chiesto una sentenza di 2 anni di reclusione e un’ingente multa per 6 musulmani convertiti al cristianesimo, in uno dei due processi contro cristiani che hanno catalizzato l’attenzione dello Stato africano la scorsa settimana. La stessa corte di Tiaret City ha rinviato il verdetto di una donna cristiana – per la quale erano stati richiesti 3 anni di prigione – accusata di “praticare riti di una religione diversa dall’Islam senza una licenza”. Sotto un’attenta valutazione da parte di osservatori internazionali ed algerini, il caso di  Habiba Kouider ha guadagnato notorietà la scorsa settimana quando i giornali algerini hanno riportato che la corte ufficiale di Tiaret ha beffeggiato la donna cristiana per la sua conversione e ha esercitato su di lei forti pressioni affinché tornasse all’Islam.

Al processo dei 6 cristiani, invece, il procuratore ha richiesto, come si diceva, 2 anni di prigione e 500.000 dinar (circa 8.145 dollari) di multa. Inizialmente gli uomini erano accusati di “distribuire documenti che turbavano la fede dei musulmani”.

Da quando questi casi stanno attirando l’opinione pubblica, un certo numero di giornali ha criticato apertamente l’accanimento anti-cristiano del governo.

Lascia un commento

Archiviato in Senza Categoria