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India: la situazione resta critica, attacchi anche alle forze dell’ordine

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Orissa, e in particolare il distretto di Kandhamal, continua a essere teatro di violenze contro i cristiani, in questa ondata di follia estremista indù che ha seminato morte e distruzione in vari stati dell’India. Porte Aperte vi mantiene informati su quanto sta accadendo in quelle zone. Oggi vi riportiamo la notizia di un soldato paramilitare assegnato proprio a difendere i cristiani rifugiati nei campi, ove fratelli e sorelle scampati al pogrom vivono in condizioni estreme, in baracche improvvisate, colpiti da epidemie di varie gravi malattie quali la malaria (è di ieri la notizia di vari decessi in rifugi improvvisati proprio per malattie infettive derivanti dall’impossibilità di avere un certo livello di igiene e acqua e cibo a sufficienza). 

Tornando al soldato della Central Reserve Police Force (CRPF), vi riportiamo il suo caso perché emblematico – e quindi non di certo perché sia l’unico omicidio commesso in questi giorni – rappresentativo cioè di un’ulteriore involuzione della situazione; diciamo questo in virtù del fatto che ora vengono attaccate – dopo gli scontri con la Polizia – anche le autorità che proteggono i cristiani, un segno forte di quanto la situazione sia fuori controllo e una risposta chiara alle dichiarazioni dei leader indù che chiedevano alle autorità addirittura di ritirare le forze paramilitari impiegate per proteggere i cristiani. Queste forze paramilitari, oltre ad essere una difesa (peraltro insufficiente a quanto pare) per i cristiani, si stanno impegnando assieme alla Polizia ad arrestare gli assassini per frenare l’ondata di violenza. Nel villaggio di Sisapanga, sempre nel distretto di Kandhamal, il soldato della CRPF stava svolgendo un compito di approvvigionamento per il campo rifugiati a cui era assegnato, quando è stato assalito, direttamente nella macchina dove viaggiava, da un gruppo di 6 o 7 uomini armati che l’hanno rapito e portato nella giungla, dove l’hanno letteralmente fatto a pezzi, secondo le dichiarazioni del sovraintendente capo della Polizia S. Praveen Kumar. 

Un’altra notizia che può far intuire meglio le condizioni di vita dei cristiani in queste zone dell’India è quella della suora rapita mesi fa nella sede di un’organizzazione non governativa a Kanjamendi quando la massiccia intensificazione degli attacchi era solo agli inizi. La giovane donna (29 anni), poi rilasciata, è tuttora ricoverata in ospedale per le violenze subite ed è in attesa del processo, dato che agli inizi di ottobre la Polizia ha arrestato 8 uomini, presunti responsabili del rapimento e dello stupro. Ebbene il 13 ottobre scorso 5.000 donne estremiste indù hanno inscenato una manifestazione a K. Nuagaon, chiedendo a gran voce che la suora vittima del rapimento sposasse il suo violentatore (uno o tutti, questo non è chiaro…) in rispetto delle tradizioni locali.

fonte articolo porte aperte italia

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Un ex-combattente colombiano cambia vita

 

guerrigliero-colombia

Luis Javier è un giovane di 26 anni che abita in una zona lacerata dai combattimenti. A 11 anni era molto dotato per il calcio e il suo allenatore gli prediceva un grande avvenire. Ma siccome la sua famiglia è molto povera, ha dovuto lasciare la scuola per lavorare. A 19 anni è entrato in un gruppo paramilitare. Rapidamente è piombato nell’occultismo, quando un uomo gli ha regalato un amuleto e ha invocato satana pronunciando il suo nome. “Da quel momento mi sono abituato a convivere con i demoni”.

Luis ha cominciato allora a minacciare i pastori e coloro che insegnavano la Bibbia seminando il terrore nei culti. Ha fatto chiudere delle chiese e ha maltrattato i cristiani per ridurli al silenzio. L’anno scorso è stato gravemente ferito dallo scoppio di una granata. In quella occasione ha implorato l’aiuto di Dio ed è miracolosamente guarito.  

Oggi la vita di Luis non è più la stessa. Ha rinunciato alle armi e ha cominciato un difficile processo di reintegrazione nella società. Frequenta una chiesa insieme a un centinaio di ex combattenti che hanno lasciato le armi per seguire Gesù. A loro volta ora vivono sotto la continua minaccia di essere uccisi  

Da 40 anni diversi dipartimenti della Colombia sono teatro di combattimenti fra gruppi paramilitari, narco trafficanti, Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (FARC) e l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN). Numerose testimonianze affermano che questa guerra civile è sotto l’influenza di forze occulte, ma nonostante tutto la luce continua a brillare nelle tenebre…

Intanto la FARC ha ordinato la chiusura di 4 chiese e hanno obbligato 80 cristiani a lasciare il loro villaggio.

fonte articolo porte aperte

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