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Venerdì 18 marzo 2016 alle ore 21.00 il missionario Claus Moller è presso la Chiesa Cristiana Gesù Fonte d’acqua Viva – Bologna – Via dell’Idraulico 13

Claus Moller

 

claus-moller

 

Venerdì 18 marzo 2016 ore 21.00 l’ evangelista  e missionario Claus Moller sarà  presso la Chiesa Cristiana Gesù Fonte d’acqua Viva – Bologna Via dell’Idraulico 13. Se ci sarai ti accorgerai che Gesù perdona, libera e guarisce oggi come 2000 anni fa.

Ti aspettiamo !!!!!!  

Ingresso solo gratuito. 

 

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Il filmato della riconciliazione – Dio desidera comunicare con noi

Prenditi un poco di tempo, ed osserva il filmato, non giudicarlo duro….. Dio vuole comunicare di nuovo con noi lascia aperta la porta del tuo cuore,c’è una buona notizia per te Dio sta cercando proprio te!!!!!!!

http://bologna.annuncia.it/Annunci-gratuiti/3-Musica/Musicisti/54179/Carla-Rivi-e-Dj-Mr-Fox-musica-cristiana-live-e-gospel-house.html

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Gloria Gaynor vuole avvicinare i gay a Cristo

Pubblichiamo uno stralcio di una dichiarazione durante un’intervista di Gloria Gaynor in quanto la sua musica viene usata  a mo’ di icona nelle comunità gay mondiali , ma Dio la vuole usare per altri scopi……………… 

I gay dovrebbero avvicinarsi a Cristo.La giornalista che la intervistava ha subito drizzato le orecchie e le ha chiesto se avesse qualcosa contro l’omosessualità dal punto di vista religioso. La Risposta non si è fatta attendere : “Voglio portarli verso Cristo. È quello che ho da offrire loro. Voglio portarli verso la verità”. Al che l’insistente giornalista le ha chiesto se per lei l’omosessualità è un peccato Gloria Gaynor  le ha sorriso e concluso con “li porto verso Cristo e il suo perdono”.

La stessa Gaynor ha alle spalle un passato di droga piuttosto intenso, superato abbracciando con vigore la fede cristiana e riconoscendo che Gesù è il Figlio di Dio che è venuto a salvare l’umanità ……… Bless in The Name of Jesus

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More Beautiful You – Jonny Diaz – Video

Jonny Diaz musicista  e chitarrista cristiano  era una promessa del baseball vincitore di una borsa dalla Florida State University, ma Dio aveva altri piani per lui. Da allora 2002 ha preso la chitarra ed ha cominciato a suonare e cantare per Lui il Re dei Re dichiara La Scrittura ci dice che Gesù Cristo è la pienezza di verità e di amore, tanto che credo che sia il momento di prendere una posizione. ” Possiamo essere sia fermi che amorevoli allo stesso tempo stando fermi in Lui. ” Bless in the Name of Jesus

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Meredith Andrews- You’re Not Alone – Video

Meredith Andrews giovane cantante cristiana, ha un rapporto molto speciale con la musica e con Dio – dalla sua bio… La musica che mi ha fatto comporre è un canale preferenziale per raggiungerlo ed adorarLo, Lui sa chi sei, conosce il tuo nome la tua situazione sa per cosa stai lottando e ti sta chiamando a seguirlo…… Bless in the name of Jesus

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Arabia Saudita: le autorità arrestano un cristiano convertito

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fonte articolo www.porteaperteitalia.org

Cinque mesi fa la figlia di un membro della polizia religiosa saudita era stata brutalmente uccisa per aver parlato su un blog in internet della sua conversione a Cristo, oggi veniamo a conoscenza del fatto che le autorità hanno arrestato un giovane cristiano di 28 anni con l’accusa di aver descritto la sua conversione a Cristo e di aver criticato la magistratura nel suo sito internet.Il 13 gennaio, infatti, la polizia saudita ha arrestato Hamoud Bin Saleh a causa “delle sue opinioni e della sua testimonianza di conversione dall’Islam al Cristianesimo”, secondo quanto affermato dall’Arabic Network for Human Rights Information. Bin Saleh, che era stato incarcerato per ben 9 mesi nel 2004 e per un ulteriore mese nel novembre 2008, è ora detenuto nella prigione Eleisha di Riyadh. Nel suo sito internet, ora oscurato dalle autorità saudite, Bin Saleh ha scritto che il suo cammino verso Cristo cominciò dopo aver assistito alla decapitazione pubblica di tre pakistani accusati di spaccio di droga, tre poveri disadattati. Tale scena lo spinse a fare ricerche approfondite sul sistema legale saudita e sull’Islam in generale, ricerche che lo fecero diventare particolarmente critico nei confronti della sharia (legge islamica) e sulle palesi ingiustizie e contraddizioni in essa contenute. Poi, dopo aver letto dei versetti su come Gesù perdonò la donna adultera – invece che lapidarla -, ricevette definitivamente Cristo come suo personale Salvatore. 

Basta cercare e chiedere la luce di Dio” scriveva in arabo in un post il 22 dicembre scorso. “Non ci sono libri in Arabia Saudita che ti aiutino a fare degli studi comparativi tra l’insegnamento di Maometto (che, secondo me, è una serie di disastri politici, economici e sociali) e l’insegnamento di Gesù, ma ci sono molte risorse nel web che potrebbero spingerti tra le braccia del Padre della Salvezza” affermava nel sito il giovane cristiano saudita.

La conversione dall’Islam al Cristianesimo è un reato in Arabia Saudita, per la precisione si tratta del reato di “apostasia”, ed è punibile con la pena di morte. Il resoconto annuale sulle libertà religiose nel mondo relativo al 2008 e stilato dal Dipartimento di Stato Americano sostiene che ci sono state delle esecuzioni non confermate per blasfemia e apostasia negli ultimi anni in Arabia Saudita.

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Nigeria: 6 pastori uccisi, 40 chiese rase al suolo e oltre 25.000 sfollati

Nigeria

Nigeria

Fonte articolo www.porteaperteitalia.org

La follia omicida scatenata dai musulmani a Jos, capitale dello stato nigeriano di Plateau, ha un bilancio impressionante: 500 morti, di cui 6 pastori, 40 chiese distrutte e oltre 25.000 sfollati, secondo i dati che ci arrivano sia dalle testimonianze di cristiani del luogo, che da fonti autorevoli quali la National Emergency Management Agency (NEMA).  Ora che il quadro si è fatto più chiaro, la polizia sostiene di essere intervenuta per arginare l’ondata di violenze scatenata dagli integralisti islamici contro i cristiani. Le forze dell’ordine sarebbero state costrette a sparare contro i rivoltosi, assolutamente decisi a portare avanti un vero e proprio massacro: dopo gli scontri, a terra rimanevano 400 persone, mentre 100 sarebbero i cristiani massacrati dai rivoltosi, tra cui i 6 pastori di cui sopra.I sei pastori uccisi
Brevemente vi raccontiamo la storia di Joseph Yari della Chiesa Evangelica dell’Africa Occidentale (vedi foto), una delle vittime degli scontri, attraverso le parole della moglie Mary. Joseph stava tornando a casa dal lavoro percorrendo la Ibrahim Taiwo Road, quando decise di andare a dare una mano nella vicina chiesa battista presa d’assalto dagli integralisti islamici. “Poco dopo aver lasciato mio marito, mi giunse la notizia che era stato raggiunto da colpi di pistola, l’angoscia mi pervase ed esplosi a piangere” ci racconta la moglie Mary. “Loro non capiscono la gravità del crimine che hanno commesso, perché non hanno conosciuto Cristo Gesù” afferma la donna dopo aver perdonato gli assassini di suo marito. Emmanuel Kyari, pastore della suddetta Chiesa Battista di Cristo, ci ha riferito che Joseph Yari è morto nel tentativo di aiutare altri cristiani che cercavano di fermare gli integralisti decisi a voler dar fuoco alla chiesa. “Joseph era dietro a mia moglie quando è stato raggiunto dai colpi di pistola e con lui altre tre persone sono state uccise a sangue freddo”, riporta il pastore della chiesa. Sabato 6 dicembre, negli scontri è stato ucciso il pastore della Chiesa Evangelica dell’Africa Occidentale Ephraim Masok. Gli stessi giorni sono stati assassinati il pastore James della Chiesa di Cristo in Nigeria, il pastore Bulus Tsetu delle Assemblee di Dio, altri tre leader cristiani, i cui nomi non sono ancora stati resi noti. Tra le chiese attaccate figurano: Chiesa Evangelica dell’Africa Occidentale, a Rikkos; Chiesa Battista a Kaunar, Rikkos; Chiesa Battista di Cristo, a Tudun-Wada; Chiesa Battista a Nasarawa; Adebayo Street First Baptist Church; Sarkin Mangu COCIN Church; Chiesa Evangelica dell’Africa Occidentale a Kunga; Chiesa Battista della Vittoria, a Gofang; Deeper Life Bible Church, a Ungwar Rimi; e Chiesa Battista Emmanuel, anch’essa a Ungwar Rimi.

Violenze premeditate?
Le violenze sono iniziate alle prime ore del 28 novembre scorso, mentre ancora si aspettavano i risultati delle elezioni che sarebbero alla base delle rivolte (leggi anche Nigeria: Centinaia di morti e migliaia di persone in fuga, la capitale è nel caos). Secondo le informazioni raccolte da più fonti, bande di giovani integralisti musulmani avevano già iniziato a bruciare pneumatici, ad appiccare incendi in case, scuole e chiese, a partire proprio dall’una del mattino del 28 novembre, quindi, come si diceva, prima di sapere i risultati delle elezioni a Jos (perse in maniera schiacciante dai musulmani). I primi omicidi risalgono proprio alle prime ore del mattino e le vittime sono tutti non musulmani. Gli integralisti, infatti, hanno iniziato l’ondata di attacchi quasi in contemporanea nelle aree di Nasarawa Gwong, Congo-Russia, Rikkos, Ali Kazaure, Bauchi Road, Dutse Uku, Ungwar Rimi e Tudun-Wada. Dagli altoparlanti delle moschee nell’area di Dilimi, in quelle prime ore risuonavano richiami alla “Jihad” (guerra santa) rivolti ai musulmani. Gli attacchi sono stati eseguiti anche contro le forze dell’ordine (persino contro una caserma), le quali hanno risposto duramente. Cristiani e altri non musulmani hanno cercato di difendere se stessi e le loro proprietà: da qui la controffensiva ai danni degli integralisti, con un bilancio di alcune moschee e case di musulmani distrutte (anche se gli stessi integralisti hanno in più di un’occasione sbagliato il bersaglio, finendo per uccidere, ferire e danneggiare persone e proprietà musulmane).

In soli due giorni (poi altri scontri si sono verificati nei giorni a seguire) ci sono state centinaia di vittime, nonché molti altri feriti ricoverati presso il Jos University Teaching Hospital, l’ECWA Evangel Hospital, l’OLA Hospital e il Plateau State Specialist Hospital. Più di 25.000 sfollati hanno trovato rifugio presso la caserma militare di Rukuba, la caserma della NDLEA (Nigerian Drug Law Enforcement Agency) e il quartier generale e la caserma della Polizia, questo secondo i dati ufficiali della NEMA.

Il procuratore generale dello stato del Plateau, Edward Pwajok, ha dichiarato in una comunicazione ufficiale di martedì 9 dicembre scorso, che circa 500 persone sono state arrestate per le suddette violenze. Questi scontri non sono dei casi isolati in queste zone, altri simili avvennero nel 2001 e nel 2004.

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