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Legrottaglie a Balotelli, “Incontra Gesu’ per trovare pace”

Il difensore della Juventus e della Nazionale Nicola Legrottaglie consiglia all’irrequieto Mario Balotelli “Un incontro con la fede e con Gesu ‘, per ritrovare pace e serenita” “Se non siete felici, se vi manca qualcosa, cercate di conoscere Gesu . E’ consiglio Che offro a Mario, ma vale per tutti “. Provare per Credere ……. – Benedizioni nel nome di Gesù

Notizia estrapolata dal link http://www.gazzetta.it/notizie-ultima-ora/Calcio/Calcio-Legrottaglie-Balotelli-Incontra-Gesu-trovare-pace/16-03-2010/2-A_000090401.shtml

http://bologna.annuncia.it/Annunci-gratuiti/3-Musica/Musicisti/54179/Carla-Rivi-e-Dj-Mr-Fox-musica-cristiana-live-e-gospel-house.html

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Iraq: Porte Aperte aiuta i cristiani iracheni ad affrontare il futuro

Iraq

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L’Iraq è un paese in cui i problemi rimangono grossi, anche e soprattutto per i cristiani, qualcosa, però, sta cambiando. Molti credenti, infatti, hanno il desiderio di prepararsi per il futuro loro e della loro nazione. Porte Aperte, come sapete, continua a lavorare in Iraq, supportando e incoraggiando questi fratelli e sorelle attraverso la distribuzione di libri cristiani, corsi professionali di informatica, di lingue non arabe (per esempio inglese) e seminari biblici di base. “Grazie per l’impegno a organizzare questi seminari ed eventi. E’ davvero incoraggiante vedere come abbiate il coraggio di realizzare questi eventi utili a formare ed equipaggiare i credenti iracheni che non hanno la possibilità di lasciare il loro paese e che sono rimasti in città come Mosul e Baghdad”, ha dichiarato un credente che partecipa ai programmi formativi di Porte Aperte.

Uno dei centri di Porte Aperte sta organizzando per l’appunto dei seminari e degli eventi proprio al fine di incoraggiare i credenti locali a rafforzare la loro fede, e i credenti iracheni rispondono, partecipano, sempre di più hanno il desiderio di imparare, di pensare al futuro, in un paese martoriato dalla guerra decidono di rimanere nelle città per aiutare a ricostruirle, anche con il loro esempio cristiano. Per esempio è stato organizzato assieme a una ONG (organizzazione non governativa) un seminario serale spirituale e culturale con una delle minoranze cristiane del paese, che è stato, a detta dei partecipanti, intellettualmente e spiritualmente molto stimolante. “Ci riempie di gioia poter vedere come riusciate a portare avanti questi seminari qui, in Iraq” ha dichiarato entusiasta un partecipante.

 

Un altro centro operativo di Porte Aperte in Iraq ha da poco predisposto una sorta di libreria cristiana in una chiesa, che sta vendendo molti testi ai credenti iracheni, estremamente felici di poter reperire in tempi così difficili libri che stimolano e istruiscono leader e membri delle congregazioni. “Poter comprare libri cristiani ci riempie di gioia, perché in Iraq abbiamo bisogno di sfide spirituali e di far crescere la nostra fede” ci ha detto un credente di quella chiesa. Un importante esponente di Porte Aperte USA in un’intervista ci ricorda: “Per favore pregate per quei cristiani che decidono di rimanere in Iraq e continuano ad essere emarginati. Queste persone vogliono veramente crescere nella loro fede e, nello stesso tempo, vogliono mettere a disposizione le loro capacità per ricostruire il paese. E Porte Aperte li sta aiutando spiritualmente e in tutte le altre aree della loro vita”.

fonte articolo porte aperte italia

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Eritrea: i cristiani soffrono nelle prigioni

Eritrea - pescatori

Eritrea - pescatori

In Eritrea la situazione dei cristiani è grave.
Oggi vi parliamo di un evangelista in carcere addirittura dal 2006 a causa delle sue attività cristiane, un uomo che subisce un trattamento sempre più pesante, corredato da terribili minacce, come conseguenza dell’opera che sta svolgendo tra i detenuti. Alcune fonti dell’agenzia Compass ci fanno sapere che Teame Weldegebriel, questo il suo nome, è sul punto di cadere nella disperazione più profonda nel carcere Mai Sirwa Maximum Security Confinement.Dalla sua cella fa sapere: “Sembra che l’inferno sia sceso su di me. Per favore dite ai fratelli di continuare a pregare per me. Non sono sicuro che potrò rivederli”. La sua famiglia è molto preoccupata per la sua salute; hanno provato ripetutamente ad andarlo a trovare, ma la visita viene loro negata dai dirigenti del penitenziario.
 
In Eritrea oltre 2.000 cristiani sono in prigione per la loro fede, tra i quali vi è un fratello della Full Gospel Church incarcerato addirittura dal 2001 (il sito di Porte Aperte ne aveva già parlato in passato). L’ultima volta che sua moglie ha potuto vederlo risale a più di un anno fa, nel giugno del 2007. In luglio la donna, con i suoi bambini, è stata presa con la forza mentre tornava da un incontro di preghiera e imprigionata assieme ai figli in un container di metallo all’interno di un campo militare, per essere rilasciata poi il mese successivo.

La donna, che preferisce rimanere nell’anonimato per motivi di sicurezza, ha dichiarato: “Hanno arrestato me e i miei bambini mentre tornavo da un incontro di preghiera. Ricordo la terribile esperienza vissuta con i miei figli. Dopo tre settimane siamo stati rilasciati, mentre il resto dei 20 cristiani arrestati con me, sono rimasti in quelle celle di metallo”.

fonte articolo porte aperte italia

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Ascolta e Vivi – Colin Urquhart

Ascolta e Vivi - Colin Urquhart @1999

Ascolta e Vivi - Colin Urquhart @1999

Ascolta e Vivi  un best-seller di Colin Urquhart inizia con queste parole:

– Molti cristiani desiderano conoscere le risposte a 2 domande :

come si può pregare con efficacia e come si possono ricevere da Dio le benedizioni che sono state promesse a tutti i cristiani…………

Questi libro è una risposta a questi quesiti, condividendo la sua esperienza personale Colin Urquhart ci dona 78 schemi di preghiera che lui stesso ha sperimentato nel suo ministero e nella sua lunga vita di preghiera e, ci mostra come attraverso l’uso quotidiano della Parola di Dio contenuta nella Bibbia possiamo accedere alla guarigione di spirito anima e corpo ed al perdono di cui Gesù ci parla.   Belss in the name of Jesus

 

 

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Eritrea: Alcuni pastori rischiano la condanna a morte

piastrina giovanniAbbiamo appreso che alcuni pastori potrebbero essere accusati di alto tradimento, un crimine passibile della pena di morte in Eritrea. Haile Naizghi e Kifle Gebremeskel, pastori della chiesa del Pieno Evangelo e Tesfatsion Hagos della chiesa evangelica Rhema sono fra questi. I tre pastori sono detenuti a causa della loro fede insieme a più di 2.000 altri credenti. Questi prigionieri, per la maggior parte detenuti in modo arbitrario, subiscono torture; alcuni di loro sono relegati in container metallici o in celle sotterranee per forzarli a rinunciare alla loro fede.
Lo scorso finesettimana ci sono stati nuovi arresti mentre il paese festeggiava l’anniversario della sua indipendenza. Un gruppo di cristiani erano riuniti a pregare per il loro paese, quando i poliziotti hanno fatto irruzione nella casa. I 25 presenti sono stati arrestati e sono ora rinchiusi nel commissariato di Adi-Kuala, una città vicina alla frontiera etiopica.

Nello stesso finesettimana però abbiamo appreso della liberazione di altri 25 cristiani che erano detenuti da tre mesi. I credenti hanno dovuto pagare una cauzione del valore di circa 3.400 €.

Il presidente di questo piccolo paese del corno d’Africa, Isayas Afewerki, ha chiuso tutte le chiese protestanti indipendenti del paese a maggio del 2002, vietando ogni tipo di culto e imprigionando tutti coloro che infrangono questo divieto.

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