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Laos: la Polizia distrugge un locale di culto

Laos - Villaggio

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fonte articolo www.porteaperteitalia.org

La Repubblica Democratica Popolare del Laos ricopre addirittura l’ottava posizione nella nostra WWList 2009 (Lista nera dei paesi dove la persecuzione è reale) e i motivi ci sono. Questo peculiare stato del sud-est asiatico, che conta poco più di 6 milioni di abitanti, è a tutt’oggi uno stato socialista, fortemente militarizzato – caratteristica tipica delle dittature e della fase declinante del socialismo applicato – e popolato da decine e decine di tribù differenti, con costumi e tradizioni differenti, un puzzle intricato di etnie che generano una vita sociale complessa. La vita dei cristiani in questo paese è difficile, sottoposta continuamente a pressioni e soprusi di ogni genere.La notizia che vi riportiamo oggi ci parla della provincia di Borikhamxay, dove un paio di settimane fa la Polizia ha distrutto la chiesa di una comunità presso il villaggio di Nonsomboon, mentre i cristiani della zona partecipavano a un incontro. Un membro del Dipartimento Provinciale degli Affari Religiosi (un’istituzione che i cristiani conoscono bene, dato che è fonte di continui soprusi e violenze a loro danno), identificato come Bounlerm, ha chiesto e ottenuto che la Polizia intervenisse per distruggere il locale di culto perché costruito senza le apposite autorizzazioni (le quali difficilmente vengono date, proprio per ostacolarne la nascita e la diffusione).

Già lo scorso anno in queste zone la tensione tra cristiani e autorità locali è cresciuta notevolmente, quando gli ufficiali hanno costretto con la forza circa 40 famiglie cristiane, che vivevano nel villaggio di Ban Mai, a trasferirsi a 20 km di distanza proprio nel villaggio di Nonsomboon per incomprensibili “ragioni amministrative”, secondo quanto descritto dall’organizzazione Human Rights Watch for Laos Religious Freedom. Precedentemente le autorità avevano sfrattato famiglie di cristiani in varie località della provincia per obbligarle a trasferirsi a Ban Mai; poi le hanno obbligate ad andarsene anche da Ban Mai e ora distruggono i locali di culto nella zona in cui sono state costrette a vivere. Questi continui spostamenti sono devastanti per l’economia delle famiglie cristiane, perché perdono lavoro, casa, proprietà varie e nel luogo dove vengono trasferite sono costrette a ricominciare tutto daccapo.

Per i credenti di questo villaggio, per queste famiglie continuamente forzate a trasferirsi, la frustrazione cresce sempre più e il disagio si è trasformato ormai in nuda violenza psicologica e fisica. Le autorizzazioni per aprire locali di culto nei luoghi dove vengono forzatamente trasferiti non vengono concesse, così in taluni casi i credenti cercano di ristabilire una sorta di normalità svolgendo gli incontri e i culti senza autorizzazione, ma invitando le autorità locali a parteciparvi, per far loro vedere che nulla di male o sconveniente viene fatto. A questi inviti i membri della autorità locali rispondono interrompendo i culti, minacciando rappresaglie, arrestando i membri chiave delle comunità e distruggendo attrezzature ed edifici. In Laos, dunque, la situazione peggiora, l’escalation di aggressività contro i cristiani cresce, i credenti hanno bisogno di aiuto.

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Cina: arriva la crisi economica, lo Stato intensifica il controllo anche sui cristiani

Cina - Metrò

Cina - Metrò

fonte articolo www.porteaperteitalia.org

E’ crisi… anche in Cina, ormai è un dato di fatto. La nuova superpotenza cresce ma non più a due cifre, ora la recessione sta colpendo il mercato cinese con un’aggressività inaspettata: una nuova inchiesta rivela che venti milioni di immigrati dalle campagne hanno perso il lavoro a causa della crisi economica, un numero (in continua evoluzione) tre volte più alto rispetto a quello previsto.L’elevata crescita della disoccupazione preoccupa molto i vertici politici cinesi, che temono disordini sociali. Segnali di tali disordini si iniziano a intravedere nel tessuto sociale delle grandi urbanizzazioni, dove milioni di disoccupati creano delle forti tensioni e un generale malcontento, con focolai di manifestazioni e scioperi. Agli ufficiali delle forze dell’ordine, secondo indiscrezioni, è stato dato l’ordine di stroncare ogni problema sul nascere, il che inspiegabilmente ci porta ai cristiani cinesi.

Di fatto, i cristiani che si riuniscono nelle comunità familiari sono spesso stati oggetto di persecuzione da parte delle autorità, con incarceramenti, pressioni e minacce. Tali comunità, molto diffuse in Cina a causa del controllo invasivo e deviante dello Stato sulle chiese ufficiali, vedono un aumento della pressione e dei soprusi nei loro confronti, secondo quanto dichiarato da molti leader di tali comunità. I vertici del partito comunista si sono riuniti in un meeting nella capitale per discutere sulla pericolosità delle influenze religiose straniere (tra cui naturalmente rientra il Cristianesimo). I leader cristiani riscontrano un’intensificazione dell’ingerenza statale, a motivo dei suddetti potenziali disordini, con un inasprimento dei controlli nei confronti delle comunità familiari: dunque il clima sociale peggiora e i cristiani diventano uno dei bersagli dei soprusi delle autorità. Una delle ragioni della rabbia che permea certe fasce della società cinese è da ricercarsi nell’invasiva corruzione del potere, un cancro difficile da estirpare. Un leader cristiano ha detto di aver avuto accesso a un documento interno del locale Ufficio degli Affari Religiosi datato gennaio 2009, in cui si richiamava gli ufficiali delle forze dell’ordine a un aumento dello stato di allerta e di controllo nei confronti delle “forze cristiane” ritenute “potenzialmente sovversive”.

Dopo i Giochi Olimpici, come ci si aspettava, l’orizzonte è divenuto oscuro per i cristiani cinesi.

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Iran: tre cristiani arrestati a Tehran

jamal - iran

jamal - iran

 fonte articolo www.porteaperteitalia.org

Mentre persino il Vaticano si interroga sulla questione dei cristiani mediorientali, i soprusi e le violenze a loro danno continuano, soprattutto nell’Iran di Ahmadinejad. Tre cristiani provenienti da due famiglie diverse sono stati prelevati e arrestati mercoledì scorso (21 gennaio) senza alcun capo di imputazione. Le forze dell’ordine hanno preso Jamal Ghalishorani (49 anni) e sua moglie Nadereh Jamali dalla loro abitazione a Tehran tra le 7 e le 8 del mattino, circa mezzora dopo aver arrestato Hamik Khachikian, un cristiano armeno anch’egli residente nella capitale iraniana.Ghalishorani e sua moglie (li vedete nelle foto) sono ex musulmani convertiti al cristianesimo: in Iran questo è considerato “apostasia”, potenzialmente punibile con la pena di morte. Tutti e tre fanno parte di una comunità evangelica familiare (house church) hanno un regolare lavoro e non sono supportati da qualsivoglia struttura clericale. 

jamali - moglie- iran

jamali - moglie- iran

 L’ondata di arresti di cristiani non sembra avere fine in Iran, anzi è evidente un aumento della pressione nei confronti dei credenti: mancano capi di imputazione, i motivi non vengono chiariti, vi è un’evidente volontà di spazzare via la presenza cristiana in Medio Oriente. In realtà, le azioni in Iran sembrano rientrare in un piano ben strutturato, mirato a cancellare le minoranze religiose in questo paese. Secondo alcune fonti, gli arresti sono molti di più, le notizie che abbiamo sono quelle che riescono a trapelare: per esempio lo stesso giorno, il 21 gennaio 2009, a quanto pare si contano oltre 10 arresti solo nella capitale, ma, ripetiamo, è difficile avere informazioni chiare, dato che di certo il governo non collabora. Di fatto la strategia del terrore ha una sua potenza persuasiva. La moglie di Khachikian, per esempio, uno dei tre arrestati succitati, è confusa, non sa nemmeno dove abbiano portato il marito e teme per la sua vita; allo stesso modo, la coppia di cristiani arrestati, lasciano una figlia da sola, che per ora è accudita dai parenti, ma si può immaginare lo stato emotivo della ragazza.

Gli arresti spaventano molto anche alla luce del nuovo codice penale iraniano, che prevede la pena di morte appunto per gli “apostati”. Il Consiglio dei Guardiani ha una forte influenza su queste sentenze e sul percorso fondamentalista che ha imboccato la presidenza di Ahmadinejad. Il Consiglio è composto da 6 teologhi islamici fortemente conservatori, nominati dal leader supremo iraniano, e 6 giuristi, nominati invece dalla magistratura e dal parlamento. Questo Consiglio ha il potere di veto nei confronti di qualsiasi progetto di legge che venga ritenuto non in sintonia con la costituzione iraniana e con la legge islamica. In ogni caso vanno considerati anche i fatti di cronaca, più o meno indipendenti dal governo in carica, come l’assassinio di 6 pastori da parte di sconosciuti.

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Le Olimpiadi si avvicinanto, la tensione cresce e i cristiani cinesi soffrono

“La Cina è vicina” dichiarano da anni gli economisti nelle loro analisi dei mercati, ma oggi, come sappiamo, questa vicinanza è divenuta materia di delicate contrattazioni internazionali per trovare nuovi equilibri nelle relazioni tra potenze economiche.

Pechino è sotto i riflettori del mondo in vista delle Olimpiadi e tra simpatizzanti, scettici e detrattori, il governo cinese continua il suo cammino verso questo evento sportivo mondiale, inaugurando stadi avveniristici, piscine olimpioniche, programmi di educazione civica e…repressione religiosa. Potrebbe sembrare una forzatura dettata da un punto di vista di parte, ma alla luce dei fatti la repressione in Cina nei confronti di cristiani e cattolici non lascia spazio a dubbi: la tensione aumenta, le misure repressive si diversificano ed intensificano, i membri di chiese cosiddette “non registrate” subiscono soprusi, arresti immotivati, detenzioni in campi di lavoro e confisca di materiale per lo studio, quando non vere e proprie torture fisiche e psicologiche.
Il caso del Tibet è stato ed è una chiara manifestazione dell’immaturità democratica dei governanti di questo grande paese, ma una persecuzione latente e solo parzialmente riportata dai mezzi di comunicazione viene vissuta quotidianamente dalle migliaia di cinesi che pongono al centro della loro esistenza la Parola di Dio.
Le Olimpiadi si avvicinano e la situazione per i fratelli cristiani in Cina sembra peggiorare giorno dopo giorno, vi chiediamo di fermarvi per un momento, di meditare su questo fatto, in particolar modo quando le luci dello spettacolo accecheranno il mondo tra risultati sportivi, medaglie e record da aggiungere al palmares della propria nazione: mentre tutto questo show sportivo e mediatico si consumerà davanti ai nostri occhi, non dimentichiamo che all’ombra del dietro le quinte vi è una dinamica e passionale chiesa cristiana che soffre, perseguitata da un regime che stenta a trovare una collocazione stabile nel mondo, combattuto tra tendenze dittatoriali legate al passato ed accelerazioni irrefrenabili verso il futuro.

da porte aperte italia al servizio dei cristiani perseguitati

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